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Il 30 marzo 1882 nasceva a Vienna M. Klein. Una commemorazione, con un cenno alla qualità della persona oltre che uno sguardo all'opera, è appropriata. Ma più che una commemorazione questa mia vuol essere un invito allo studio, al confronto e alla discussione.
Partirò da un confronto di esperienze personali per entrare a considerare la qualità dell'esperienza clinico teorica di M. Klein nel momento di massima confluenza, forse più maturo, quello finale.
Nel luglio 1959, desiderando continuare e sviluppare il mio training psicoanalitico nel senso dell'analisi dei bambini, consigliato dal mio analista prof. Servadio e incoraggiato da Adda Corti che: già vi si trovava, andai a Londra a consultarmi con Melanie Klein, Anna Freud e Winnicott. Negli incontri con questi tre personaggi-chiave non ebbi soltanto, insieme con le informazioni e i consigli che cercavo, un interessante contatto con tre personalità assai diverse: mi fu messo davanti, come in un panorama vasto e differenziato, un orizzonte psicoanalitico, una prospettiva, un campo d'azione, quello di M. Klein — che il caso volle incontrassi per prima — a paragone del quale gli altri due apparivano piatti, scialbi e