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Parlerò del concetto di identificazione proiettiva e delle vicende degli oggetti interni ricollegandomi agli scritti di Freud, per passare alla esposizione del pensiero kleiniano. Darò poi una breve descrizione di due tipi di identificazione proiettiva che spesso si vedono in seduta: 1) identificazione proiettiva usata come attacco; 2) identificazione proiettiva usata come comunicazione. Porterò infine parte di due sedute analitiche, che mi sembra si prestino a illustrare detti punti.
Freud aveva osservato l'esistenza di un mondo interno e di oggetti interni nello studio di Leonardo e su Schreber, ma soltanto più tardi aveva sviluppato le proprie scoperte, preparando la base per il lavoro di M. Klein. Mi rifaccio a “Narcisismo” (1914), “Lutto e Malinconia” (1917), “Psicologia di Gruppo e analisi dell'Io” e “L'Io e l'Es” (1923) che descrivono l'identificazione narcisistica, per cui un oggetto è internalizzato e diviene parte dell'Io, la separazione fra Io e Io ideale; l'origine e il formarsi del Super-Io nello sviluppo normale e patologico; le vicende fra Super-Io e Io, le relazioni fra mondo esterno e mondo interno.
In “L'identificazione” M. Klein si collega a Freud e porta le proprie conclusioni come segue: “Il Super-Io risulta dalla introiezione nei primissimi stadi infantili; i primitivi oggetti internalizzati sono la base di processi complessi di identificazione; l'ansia persecutoria, proveniente dalla esperienza della nascita, è la