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Il libro è di quelli di cui s'è detto che una colomba potrebbe portarli nel becco, tanto, malgrado la sua ricchezza, articolazione e complessità, risulta sottile e lieve. Un libro di agevole lettura, quindi, ma non di agevole collocazione. Leggendolo, infatti, ora ci si lascia prendere dal godimento di un ragionare acuto e suadente, di una prosa scorrevole ed elegante, ora ci si arresta perplessi come per un annuvolarsi improvviso, un ripetuto irrisorio brontolio. Questa psicoanalisi che appare via via come un “sapere cagionevole”, un'attraente “invenzione letteraria”, un tardo “frutto dell'irrazionalismo romanico e dell'ideologia borghese”, conserva però nelle parole degli autori il fascino ambiguo e perturbante di una scoperta che sempre si