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La frase di Winnicott citata da Limentani può essere riferita alla Klein come alla Freud: sono entrambe “freudiane, più o meno”. Nella Introduzione alla psicoanalisi Freud confessa di aver trattato dei sogni infantili come se non fosse psicoanalista: il sogno infantile è infatti per Freud tutto un resto diurno, egli trascura il desiderio inconscio (sogno delle fragole). Leggendo Anna Freud ho l'impressione che anche lei tema di comportarsi da psicoanalista con i bambini.
Con il bambino “del rocchetto” - il nipotino - Freud si comportò però in modo del tutto diverso: se nei sogni infantili negò il desiderio inconscio, ovvero il fantasma, di fronte al gioco infantile diede invece un'interpretazione che potremmo dire “kleiniana”.
Anna Freud usò dunque la teoria freudiana del sogno infantile, mentre è merito fondamentale della Klein aver costruito una teoria onirica del gioco servendosi del Freud del bambino del rocchetto. Il risultato fu una divaricazione, la cui origine possiamo rintracciare, come abbiamo visto, all'interno dello stesso pensiero freudiano.
Ritengo infine che l'interpretazione del gioco del rocchetto, oltre a fondare la teoria onirica del gioco, che sarà poi sviluppata dalla Klein, sia anche un'indicazione per una teoria onirica della conoscenza in generale, del comportamento da svegli e perfino per una teoria onirica del linguaggio.
Dagli sviluppi di Anna Freud e Melanie Klein diversi e divergenti molto e a lungo è stato detto e in futuro si dirà. Uno o due