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Gli autori che si sono occupati recentemente di questo argomento (Sandler et al., 1973) si trovano generalmente concordi nel ritenere che non è del tutto chiaro quando e da chi il termine insight, quale concetto tecnico-teorico, sia stato introdotto nella psicoanalisi. Non è neppure del tutto stabilito se il concetto debba far parte della struttura concettuale psicoanalitica. Non troviamo, p. es., la voce insight nella Enciclopedia della Psicoanalisi di Laplanche e Pontalis (1967). D'altronde l'uso di questo termine è diventato talmente diffuso e tanti sono i lavori che si propongono di descriverne e studiarne i vari aspetti da legittimare una sua accettazione come parte integrante del linguaggio tecnico-psicoanalitico e da giustificarne questa sommaria disamina storico-critica.
Leggendo i vari lavori sull'insight, e prendendo in considerazione i frequentissimi riferimenti ad esso che si trovano sparsi nella letteratura psicoanalitica, si riceve l'impressione che insight abbia acquisito, quasi universalmente, lo statuto di un concetto riferentesi ad una esperienza valutata positivamente ma dai connotati tutt'altro che ben precisati. Viene da pensare che la sua sorte sia paragonabile a quella descritta da E. Carr a proposito di alcuni concetti storici: afferma Carr (1961) che i concetti come democrazia e libertà vengono utilizzati, per indicare dei valori dichiaratamente positivi, praticamente