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Nella collana di Boringhieri Il movimento psicoanalitico - storia e testi Ada Cinato ha tradotto l'opera di M. Krüll Padre e figlio -Vita familiare di Freud.
Sappiamo che questo libro ha avuto un buon successo; più nel vasto pubblico dei lettori occasionali che non tra gli psicoanalisti stessi, come testimoniano le numerose recensioni apparse su quotidiani e periodici non specializzati. Può essere perciò utile fare preliminarmente qualche riflessione sul tipo di “lettura” che la maggior parte di questi recensori non psicoanalisti ha fatto di “Padre e figlio”.
Il punto che ha essenzialmente attratto la loro attenzione, di fatti, è l'evoluzione del pensiero freudiano a proposito della cosiddetta teoria della seduzione infantile; cioè il momento in cui Freud si chiese se, nella patogenesi della nevrosi, il “trauma” di una seduzione sessuale subita nell'infanzia ad opera degli adulti si fosse svolto nella realtà oppure nella fantasia del paziente.
D'altronde, la stessa Krüll individua il “cuore” della sua impresa non tanto nella davvero imponente messe di dati storici e sociologici che in anni di paziente e scrupoloso lavoro ha raccolto intorno ai tempi e ai luoghi della vita di Jacob Freud e della prima infanzia di Sigmund; quanto, piuttosto, in una sua ipotesi interpretativa “psicoanalitica”, secondo la quale ci sarebbe un preciso nesso tra la morte di Jacob e il cosiddetto “ripudio” da parte di Sigmund Freud della teoria della seduzione infantile.
Il libro è suddiviso in quattro parti.
Nella prima - La crisi nella vita e nel pensiero di Freud - l'autrice indaga appunto negli eventi che trascorrono dal 1885 al 1896: nel 1897 la Krüll evidenzia il momento cruciale in cui Sig mund, allora quarantenne, subisce la morte del padre e - dice