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È l'autobiografia di W. R. Bion per la parte della sua vita che va dalla nascita ai 22 anni.
Ci si accosta al volume con l'interesse che sempre l'opera di questo straordinario psicoanalista ha suscitato; ma, con in più la curiosità di ritrovare nella vita dell'uomo le tracce della successiva opera dell'analista.
Ha detto Meltzer nel corso di uno dei suoi seminari milanesi come per capire l'opera di Bion compiutamente si sarebbe dovuta fare esperienza dei suoi oggetti interni, in analisi, o almeno in super visione. Fatto che è vero, in certa misura per ogni psicoanalista. In una biografia di questi “oggetti”, di questa interiorità si può trovare il riflesso, come deve avvenire in ogni opera d'arte e di scienza. E certamente Bion ha scelto di comunicare la propria interiorità attra verso l'opera dello scienziato, affidando il messaggio ai suoi scritti psicoanalitici, dal Gemello immaginario ai Seminari brasiliani, da Una teoria del pensiero a Cesura. Di pari passo egli teneva diarii e corrispondenza - che mi dicono verrà in parte pubblicata - ai quali af fidava, vicino alle notizie della vicenda dello studioso, le notazioni sulla vita dell'uomo.
Ai lettori dei suoi libri comunque non è certamente sfuggita la forte implicazione personale, che via via si è fatta più marcata, fino ad emergere ben individuabile nei Seminari brasiliani, e, ancora di più, nella successiva trilogia.
In questo libro egli racconta di se stesso: in India dalla nascita ad otto anni, in Inghilterra per gli anni della scuola, in guerra, appena licenziato dalla public school fino alla smobilitazione, dove questa parte della biografia si ferma.