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Joseph E. Shorr è un pioniere nello sviluppo dell'uso della potenzialità umana di formare immagini e rappresentazioni mentali di esperienze esterne o interne, come strumentario a disposizione dell'operatore per interventi diagnostici e terapeutici. Dopo anni di studio l'A. presenta una seconda edizione arricchita e aggiornata delle sue precedenti pubblicazioni: “Terapia Psico-Immaginativa” e “Psicoterapia per mezzo dell'Immaginazione” in un Manuale che ha lo scopo preciso di mostrare un metodo di psicoterapia che può essere dimostrato e insegnato.
Indubbiamente collocato al di fuori del campo di interesse della psicoanalisi questo metodo e le basi teoriche su cui è fondato por tano un ennesimo esempio dell'enorme proliferazione dell'interesse e delle ricerche sulla psicodinamica delle relazioni intra e interpersonali.
L'Autore riconosce che le sue fondamenta teoriche hanno radici lontane che vanno da Freud e Jung, attraverso Sullivan, Karen Horney, fino a quegli AA. che usano l'immaginazione (Terapie dei sogni ad occhi aperti guidati) per evidenziare i conflitti intrapsichici e interpersonali, come Lenner, in Germania, Desolile in Francia.
Un posto assolutamente di rilievo è dato ai concetti esisten ziali e fenomenologici (con gli apporti di Rollo May e Laing) su cui la teoria ha le basi operative concettualmente intrecciate con la teoria interpersonale di H. S. Sullivan.
L'enfasi è sulla integrazione della immaginazione, la centralità dell'essere dell'individuo, cioè dell'immaginazione al servizio della consapevolezza dei conflitti e della possibilità del cambiamento.
L'immaginazione, da non confondere con le fantasie inconsce, terreno essenziale dell'interesse dello psicoanalista, è l'immaginazione visiva in stato di coscienza, diretta su una ampia gamma di situazioni selezionate e validate. L'assunto è che lo immaginare abbia una qua lità proiettiva che elude la censura e che può essere usato sia come metodo investigativo che terapeutico. Pertanto interessa tutti que