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L'approfondimento degli strumenti teorici e clinici della psicoanalisi, operato negli ultimi quaranta anni di ricerca, e l'aumentata comprensione dei processi più profondi della psiche hanno condotto, da un lato, all'ampliamento della patologia riscontrabile nei pazienti, dall'altro, ad un'estensione del trattamento psicoanalitico, come terapia della sofferenza mentale, alle parti psicotiche della mente. Al tempo stesso si è prodotta una riduzione e unificazione sostanziale dei vari tipi di patologia fondamentale a causa dell'individuazione di dinamismi e processi più profondi. Sul piano del linguaggio della teoria psicoanalitica ciò ha portato all'introduzione di concetti di maggiore potenza logica, fortemente connessi tra loro, di un livello più alto di generalità e di astrazione, rispetto alla concettualizzazione descrittiva precedente. Il processo psicoanalitico opera in generale attraverso l'apprendimento esplicito dei movimenti psichici più profondi e i mutamenti economici, dinamici e strutturali, che ne conseguono. Le difficoltà che esso incontra sul suo cammino sono i noti fattori della resistenza e delle difese. Tuttavia, nel caso del trattamento di pazienti con parti psicotiche rilevanti, la conoscenza della verità è potentemente ostacolata da fattori più radicali e viene per lungo tempo posta in scacco dal fatto che essi, più che resistere,