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Il dibattito sulla scientificità della psicoanalisi, cioè sullo specifico campo d'indagine e sul peculiare strumento di osservazione della psicoanalisi, è tuttora aperto e intessuto di opinioni diverse e, a volte, divergenti. Non è lo scopo di questo breve lavoro tracciare le linee storiche di questo dibattito; esso s'inserisce piuttosto in esso ponendo alcuni interrogativi e suggerendo alcune possibili risposte. Come il titolo stesso dice, questo lavoro intende studiare il racconto clinico, sia di una seduta o di più sedute o addirittura dell'esperienza intera di un rapporto psicoanalitico, come strumento di conoscenza. Non studia pertanto i processi mentali che, all'interno di una relazione intersoggettiva, portano alla produzione di un racconto clinico scritto, processi perciò che precedono la stesura del testo ed esigono, come tali, una trattazione a parte.
Tenendo conto che il concetto di scienza per definizione non comprende soltanto l'atto, già di per sé complesso, della ricerca, ma anche quello, successivo, della comunicazione o pubblicazione dei risultati di essa, tenendo inoltre conto che unicamente sulla base di questo resoconto pubblico si apre e si evolve la conoscenza cosiddetta scientifica, il presente lavoro, richiamandosi alla esperienza e all'insegnamento di Freud, intende mettere in rilievo il ruolo di mediazione che il racconto clinico, considerato come comunicazione pubblica dell'esperienza-ricerca operata nel setting, svolge in riferimento al