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Vi sono molti problemi concettuali intorno all'uso ed al significato del termine acting-out. Essi sono dovuti alle vicissitudini subite dalla parola agieren nel corso dello sviluppo freudiano e post freudiano della teoria e della tecnica psicoanalitica, soprattutto a partire dalla traduzione in inglese di questo termine.
Ci limiteremo a riassumere e a raggruppare questa problematica concettuale e queste mutazioni di significato in alcuni punti che ci sembrano essenziali.
Bisogna infatti evitare che il termine acting-out diventi sinonimo di qualunque cosa un essere umano possa dire e fare. Il termine acting-out rappresenta la traduzione inglese adottata in italiano del verbo agieren, che fu usato da Freud essenzialmente per indicare la sostituzione dell'azione al pensiero (Rycroft). Il termine agieren non è corrente nella lingua tedesca per parlare di azione e di agire nel senso comune, ma può essere usato in questo senso. Freud prese quindi un vocabolo preesistente, anche se non molto usato, per indicare un fenomeno specifico all'interno della clinica psicoanalitica. Ciò sembra fosse chiaro a Freud, il quale parlò di agieren a proposito del caso Dora, mentre — nello stesso anno — non lo usò in Psicopatologia della vita quotidiana, e parlò invece di azioni (Action), atto mancato (Fehlleistung) senza usare il verbo agieren.
Così tale concetto ebbe una sua iniziale chiarezza in quanto usato nello specifico contesto della terapia analitica. Poiché però, come sempre, nel setting psicoanalitico e nella relazione psicoanalitica compaiono, drammatizzati, fenomeni che si riscontrano, ovviamente,