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Il libro antologico sulle opere di D.G.M. Schreber, coordinato e curato con ottimo metodo critico da Ingeborg Walter, non ha ancora avuto presso molti psicoanalisti l'attenzione che merita.
Esso è introdotto da un'esauriente ricerca della Walter, ricca di preziose informazioni sulla genealogia della famiglia del padre del Presidente Schreber, sugli scritti dei suoi vicini antenati, sulla cultura tedesca dell'epoca, su collegamenti interessanti tra aspetti del pensiero dell'illustre medico-pedagogo, di filosofi importanti (Fichte, Kant) e di medici igienisti del '700 (Nicolas Audry de Beauregard, autore di una “Orthopédie” che si occupava di educazione igienico-sanitaria per i bambini).
Compaiono nell'introduzione anche una bibliografia aggiornata sui più importanti studi critici sull'opera di D.G.M. Schreber e sulla sua persona, ed una nota completa dei suoi scritti, ove la Walter espone i criteri di metodo seguiti per la raccolta dei testi. Seguono i testi.
Questa raccolta esce a sette anni di distanza dalla pubblicazione in Italia delle Memorie del figlio .
Le Memorie furono accolte con interesse per il valore di documento utile ad un approfondimento della teoria della paranoia proposta da Freud nel famoso articolo del 1911.
Nell'introduzione la Walter mette in giusta evidenza che il testo freudiano indica quali sue fonti solo le Memorie e notizie generiche, all'epoca da tutti conosciute, sulle varie Associazioni fondate dal padre di Schreber, sui suoi interessi intorno all'educazione medico-sanitaria e spirituale della gioventù, trascurando del tutto le sue opere ed il suo pensiero.
La Walter, come in precedenza avevano sottolineato altri autorevoli ricercatori (W. Niederland, M. Schatzman, O. Mannoni), ipotizza che Freud ne sapesse molto più di quanto non abbia scritto.