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Desidero iniziare questo mio resoconto con una prima nota che riguarda il clima emotivo della città che ha ospitato l'ultimo Congresso Internazionale.
Madrid sembra esprimere, meglio delle altre città spagnole, quell'atmosfera, che si percepisce oggi largamente diffusa in Spagna, insieme di permanenza di problemi del passato, ma anche di capacità e ansia di rinnovamento. È una città viva e moderna, dai larghi spazi e colpisce in modo particolare l'aspetto aperto ed attivo dei suoi abitanti.
Questo clima si è riflesso in modo benefico nel Congresso e traspariva in particolar modo nell'organizzazione attenta ed efficiente che è stata realizzata dai colleghi spagnoli, i quali, tra l'altro, hanno dovuto attuare un cambiamento di sede all'ultimo momento, rivoluzionando, in tempi brevissimi tutta l'organizzazione logistica, a causa della improvvisa indisponibilità della sede originaria, il Palazzo dei Congressi, per il prolungarsi della Conferenza sulla Sicurezza Europea.
L'inaugurazione e l'avvio del Congresso sono avvenuti regolarmente il lunedì, dopo la commemorazione di Anna Freud, tenuta il giorno precedente.
Tra i vari saluti inaugurali voglio ricordare in particolare l'intervento del Ministro della Sanità del Governo spagnolo, Ernest Lluch, che è stato capace di suscitare l'entusiasmo ed il sincero apprezzamento di tutti i partecipanti. Egli ha parlato della psicoanalisi in termini molto appropriati, delineandone lo sviluppo e le relazioni interne alla cultura mittel-europea, riuscendo inoltre a collegare, in modo vivo, i problemi attuali di etica politica e di crescita della