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In occasione della pubblicazione del Volume La relazione analitica Editore Borla — Roma — 1981 (autori: Carlo Brutti, Ennio Cargnelutti, Andreina Cerletti, Giovanni de Renzis, Anna Maria Galdo, Lucrezia Giordanelli, Cesare Gragnani, Rosario Pius Merendino, Anna Maria Muratori, Fausto Petrella, Carlo Traversa, Adamo Vergine, Ettore Zerbino), si è svolto presso l'Istituto di Psicologia della Facoltà di Magistero della Università di Roma, il giorno 13 novembre 1982, un convegno organizzato dalle cattedre di Storia della Psicologia e di Teoria della Personalità. L'incontro di psicoanalisti con cultori di altre discipline ha avuto un carattere transdisciplinare piuttosto che interdisciplinare. Nel rispetto degli oggetti e pratiche dei diversi campi, i partecipanti hanno tentato di formulare una riflessione sui metodi e modelli piuttosto che sulla comunicazione e trasmissione dei contenuti specifici delle varie discipline. Esplicitamente nel suo intervento introduttivo, Traversa si è riferito a questo intento come ad una “ansia di metodo”. Il prof. Carli nella duplice veste di psicologo sociale e psicoanalista ha poi descritto modelli di relazione da lui definiti “Ortopedico”, “Militante”, “Analitico”. Distinguendo inoltre i livelli della “Organizzazione” (definita da ruoli, funzioni e compiti) e della “Istituzione” (basata su una assunzione collusiva di modelli fantasmatici), ha ritenuto tale distinzione applicabile sia alle situazioni sociali che analitiche. Il prof. Iacono, psicologo e psicoanalista, ha affermato invece che ciò che in psicologia sociale viene inteso come “relazione” ha poco da condividere col concetto di relazione espresso nel libro. In questo, tale termine-concetto è uno strumento euristico per dotare di senso dei fenomeni clinici. Il professor Crespi, sociologo, quanto ai punti