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Il lavoro è centrato sull'esame di un caso di analisi infantile che si prolunga sino all'adolescenza.
La storia del paziente — che aveva iniziato l'analisi a tre anni e mezzo — è contrassegnata da una malformazione fisica congenita.
La tranche di processo analitico che esporrò è inquadrabile nel contesto di un'analisi kleiniana, e in particolare di un'analisi dell'interrelazione dei processi di identificazione adesiva, proiettiva e introiettiva che evidenziano aspetti e livelli differenti del funzionamento mentale del paziente.
La tesi centrale del lavoro è che il periodo di fine analisi riporta il paziente in contatto con angosce catastrofiche preverbali che egli tenta di dominare tramite la scissione. Esamino una modalità della scissione che si presenta sotto forma di idealizzazione, negazione, falsificazione e che rende particolarmente difficile l'integrazione delle parti del Sé del paziente e ostacola l'elaborazione del transfert. Freud (1937) ha osservato che i meccanismi di difesa dell'Io che si sono instaurati in tempi remoti condannano l'Io a falsificare la percezione interna, poiché l'Io ne è stato mutilato ed alterato. Quest'alterazione