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Muselmänner (Musulmano): colui che parla a se stesso, isolato da quanto lo circonda. Non vuole sentire la sua storia, ma non può smettere di mormorarla.
Questo è un lavoro su un sopravvissuto dai campi di sterminio nazisti, che ho trattato psicoanaliticamente per sette anni. Consta di 3 parti: nella prima faccio una cronaca dei suoi anni di prigionia, nella seconda analizzo le ripercussioni di questa esperienza sulla sua psiche, nella terza svolgo alcune riflessioni circa tre avvenimenti vissuti da lui in quegli anni:
W. è nato in un paese nell'interno della Germania. Ebreo, figlio unico. Suo padre, commesso viaggiatore, rimaneva per lunghi periodi assente da casa; ciò nonostante, non si può dire che sia stato per W. un padre “assente”. I simboli rappresentanti la sua funzione erano presenti nella casa ed erano riconosciuti e rispettati. La madre di W. era fobica. Viveva attraverso e per suo figlio, lo iperproteggeva, facendo di lui una persona viziata.