You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
“Sono ben disposto a ricevere questa signora, se verrà a Vienna prima del 1° luglio e potrei anche prenderla in analisi, se vi fate garanti della serietà delle sue intenzioni e del suo valore personale”, risponde Freud a Laforgue, pioniere della psicoanalisi di Francia, che gli raccomanda la Bonaparte, ma la principessa dovrà “adeguarsi alle stesse condizioni di tutti gli altri pazienti”: parlare tedesco o inglese perché il francese di Freud è un po' arrugginito, aspettare qualche mese e rinunciare al suo progetto di un trattamento di sole 6-8 settimane a due sedute al giorno, per di più con pretese di “professionalizzazione”.
Quella dedicata ai rapporti con Freud e la psicoanalisi è la parte del libro ovviamente più interessante per noi: si tratta dell'ultimo terzo delle quattrocento pagine di non piccolo formato, in cui la Bertin, tenendo evidentemente d'occhio il modello della biografia ufficiale di Freud, raccoglie con minuziosa ricerca una straordinaria quantità di notizie. Per il poco tempo di uno psicoanalista sembra veramente troppo: da chiedersi se ne valga la pena. Eppure sì: ne vale la pena! Molteplici sono infatti le altre curiosità che il lettore paziente troverà appagate: la storia del movimento psicoanalitico francese con i suoi retroscena, la vita amorosa veramente singolare di una delle sessuologhe più note, la vita di corte e le vicende dei napoleonidi, sempre eccessivi quando non anche autentici avventurieri.
La vita amorosa della Bonaparte fu di qualche scandalo allora; oggi, invece, ci si potrebbe scandalizzare per la sua disinvoltura professionale; ma questo accade ogni volta che, ripercorrendo vecchie storie psicoanalitiche, sembriamo dimenticare che il “setting” non fu partorito dalla mente di Freud perfettamente formato, ferrato e rigoroso come oggi lo pretendiamo, ma crebbe piuttosto per sedimentazioni successive di successive esperienze, restando come la parte più