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Molti modi esistono (chissà quanti ancora inesplorati) per cercare di tenere in piedi l'illusione dell'onnipotenza narcisistica.
Uno di essi ci è stato chiaramente insegnato da L. Grinberg, M. Gear, E. Liendo (1979a, 1979b), attraverso la teorizzazione che a proposito di ogni fenomeno mentale esistono una posizione “assunta”e una posizione “respinta”. La posizione “assunta” è sostenuta a livello verbale. Quella “respinta” può essere relegata invece nel livello extra-verbale della comunicazione, nell'agire, nel comportamento (sono ormai famosi gli esempi dell'isterica che si dice sedotta ma agisce come una seduttrice, o del paranoico che si dice perseguitato ma “actua” come un persecutore).
Ma può accadere anche che la posizione “respinta”, che viene prima negata, rimossa, e tenuta dentro come scissa, venga poi, appena possibile, proiettata in un contenitore “idoneo”.
“Idoneo” è quel contenitore, per es. un partner, che è particolarmente in grado di accogliere questa proiezione perché essa si somma semplicemente a quanto in lui è posizione assunta. Occorre cioè avere come posizione assunta un determinato atteggiamento mentale, per poter ospitare senza difficoltà, e far vivere per interposta persona, la proiezione di quel medesimo atteggiamento mentale che per l'altro è posizione respinta. Trova così, per il momento, una