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Nella nostra teoria e nella pratica clinica ci imbattiamo ogni giorno nel problema se i fattori determinanti nella genesi del conflitto psichico, il modo di comprendere il materiale dei nostri pazienti e gli strumenti effettivi della cura debbano o no passare per forza per la mediazione strutturante di quello che Freud chiamò complesso nucleare delle nevrosi, cioè il complesso edipico. Se tale mediazione non fosse indispensabile, avremmo diritto di istituire uno spazio specifico del duale, del pregenitale, del pre-edipico e infine del narcisistico; spazio che avrebbe la sua problematica specifica e il suo tempo di elaborazione nella cura. Così, per esempio, potremmo dire, riguardo a un analizzando, che, prima di considerare la sua situazione edipica triangolare, dovremmo aiutarlo a risolvere una questione preliminare, legata al duale; sia che ci riferiamo alla sua invidia precoce in relazione al seno o all'ammontare eccessivo della sua identificazione proiettiva o a un problema di dipendenza-indipendenza o all'interscambio autismo-simbiosi ecc. Se, invece, tutte le considerazioni teoriche e psicopatologiche debbono passare irrimediabilmente per la loro articolazione col complesso edipico (giacché persino il narcisismo resterebbe muto, se non fosse articolato, e i meri eventi precoci non potrebbero articolarsi come storia), l'Edipo rimane implicato come ordinamento che determina, in ultima istanza, 1) ogni ragion d'esser del conflitto psichico; 2) la messa in opera di