You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Conobbi Borges quando avevo pochi anni, giacché mio padre pensava che l'ascolto del “dire” dei poeti era un'esperienza necessaria per l'anima infantile. Le riunioni della Accademia Argentina de Letras ospitarono dunque, frequentemente, un bambino a volte stupito, a volte annoiato. Non credo, alla luce di quel che so oggi, di aver capito allora il senso di tutti i discorsi che sentivo. So, e sapevo già in quel tempo, che c'era della magia nella parola di Borges; molto prima che io potessi sceglierlo come uno degli scrittori che amo leggere e rileggere, egli era uno dei miti della mia infanzia. Sono andato a trovarlo adesso, quando è venuto a Roma per ricevere la laurea honoris causa dell'Università di Roma, per chiedergli, per l'appunto, che cosa è l'infanzia. Poiché Borges era a conoscenza del fatto che una parte della conversazione sarebbe stata pubblicata sulla Rivista di Psicoanalisi, mi ha subito detto: “Io non so niente di psicoanalisi, ho letto Jung ma molto poco, ho fallito con la lettura di Freud …”.
Che cosa è l'infanzia, Borges?
“Io direi che è l'età più importante, giacché si scopre tutto: uno scopre i colori, le forme, le persone, le parole … è un'epoca in cui si scopre l'universo. E io ho ricordi molto felici, perché quando penso all'infanzia, bene, la verità è che… io sono nato a Buenos Aires, nel quartiere di Palermo… ma non ricordo il quartiere, ricordo la biblioteca di mio padre. Erano quasi tutti libri inglesi. Mi sono educato in quella biblioteca, più che nelle scuole. Sono i miei
ricordi più vividi e più grati anche. E poi, come tutti gli argentini, ho ricordi delle estati trascorse a Montevideo, delle estati nelle “estancias”. Da ragazzo, ero un bravo nuotatore, un abile cavaliere e ho cercato di continuare ad essere un buon camminatore, mi piace molto camminare. Io ho i migliori ricordi… ma curiosamente, quando una persona muore uno tende a dimenticarla o a immaginarla come in un ritratto. Per esempio, io durante un anno fui molto amico di Ricar