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Nella rilettura dell'opera di Freud capita a volte d'imbattersi in concetti caduti in disuso, ma che possono essere riutilizzati in quanto sembrano implicare dati della più recente ricerca psicoanalitica.
Mi pare che qualche cosa del genere capiti con le idee di Freud circa le percezioni e circa la costruzione del sistema percettivo e mnesico a partire da presentazioni e rappresentazioni. Dalle osservazioni di Freud molti suggerimenti possono essere tratti ed essere utilizzati quando ci si occupi della primitiva organizzazione del Sé.
La condensazione nelle presentazioni delle primordiali sensazioni che l'infante ha delle cose è molto descrittiva della condensazione del Sé infantile con il corpo della madre.
La trasformazione delle presentazioni in rappresentazioni segna l'ulteriore passo verso la strutturazione psichica. Come si sa, la strutturazione dell'Io da una parte fornisce al bimbo gli strumenti di percezione e di osservazione delle cose esterne, dall'altra parte offre la possibilità di percepire il mondo interno. Questo crinale divide la riflessione intransitiva dei primi tempi di vita dalla riflessione transitiva più matura. In altri termini, mentre con la presentazione l'infante usa la realtà come uno specchio riflettente le parti del Sé, con la rappresentazione comincia la percezione interna, la riflessione si volge