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Sotto gli auspici della World Psychiatric Association e organizzato dalla Società Italiana di Psichiatria si è svolto a Roma, presso la Pontificia Università Urbaniana, un Regional Symposium con la partecipazione di oltre venti paesi europei ed extra-europei.
I lavori, intorno al tema della Psychiatric Rehabilitation, sono stati articolati in tre sessioni plenarie con altrettante tavole rotonde tenutesi al mattino ed in diciotto section symposia, otto workshops e nove sessioni di free papers tenutesi al pomeriggio in contemporanea.
È impossibile ovviamente dare menzione dell'enorme quantità di contributi presentati che hanno abbracciato tutti i campi della ricerca psichiatrica più avanzata, dalla medicina psicosomatica alla psicoterapia, dalla psichiatria biologica a quella sociale e a quella transculturale.
Accese discussioni hanno seguito soprattutto la lettura dei lavori di quegli psichiatri italiani i cui nomi sono legati al dibattito che portò alla stesura della legge 13.5.78 numero 180. Lo psichiatra inglese Hamilton ha chiesto ad Agostino Pirella se si dovesse interpretare il “nuovo corso” della psichiatria italiana come un evento rivoluzionario aggiungendo che egli, avendo le sue radici nella cultura anglo-sassone, era naturalmente più propenso a credere ai mutamenti dalla lenta evoluzione e dalla lunga durata piuttosto che ai cambiamenti violenti della storia.
Gli psicoanalisti sanno bene quanto lavoro occorra e quali tempi lunghi siano necessari per un minimo cambiamento. La S.P.I. è stata comunque da sempre attenta al problema del rovesciamento della