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J. M. Masson inizia il suo polemico libro accusando Freud di aver rinunciato alla teoria della seduzione, secondo la quale all'origine delle nevrosi, in particolare dell'isteria, sarebbe una aggressione sessuale subita dal bambino (o bambina) durante la sua infanzia ad opera di un adulto (in specie il padre), per mancanza di coraggio e con lo scopo di poter nuovamente far parte di una comunità medico-scientifica che, per le sue idee sulla nevrosi, lo aveva messo al bando.
Masson si domanda: “Perché Freud aveva abbandonato la teoria della seduzione? Cosa aveva causato questo grave voltafaccia che avrebbe influenzato la vita di innumerevoli pazienti in psicoterapia dal 1900 ad oggi?”. La spiegazione corrente che è stata l'esperienza clinica di Freud e dei suoi allievi successiva alla formulazione della teoria della seduzione a confutare questa ipotesi non regge per Masson. Gli psicoanalisti che potevano avere accesso all'archivio di Freud, in particolare Anna Freud e Ernest Kris, sono per Masson colpevoli di omissioni o interventi che hanno contribuito a nascondere la verità.
L'accusa è pesante. Essa è diretta non solo contro Freud ma contro tutti quegli psicoanalisti colpevoli di aver negato valore alla storia personale dei pazienti trasformata in una “fantasia”. Eppure, dice Masson, Freud aveva frequentato la Morgue di Parigi e conosceva bene la letteratura che attestava la realtà più macabra e la frequenza