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Ho posto al centro di queste mie riflessioni il termine “spiegazione” e non quello di “interpretazione”, più familiare alla psicoanalisi, spinto dall'interesse ad allargare l'area del discorso interpretativo a quella più generale del discorso sulla conoscenza.
Essenzialmente mi propongo di riflettere su un aspetto metodologico della ricerca psicoanalitica che riguarda le relazioni fra eventi psichici come fenomeni del funzionamento della mente ed eventi psichici come strumenti di conoscenza di quegli stessi fenomeni. Un insieme che costituisce l'ambito dell'esperienza psicoanalitica e delle sue teorizzazioni.
Il termine “spiegazione” in tutte le sue accezioni, da quelle magiche mitiche emozionali a quelle logiche razionali sistematiche, è stato sempre ad indicare una relazione-connessione, o serie di relazioni-connessioni, fra elementi estranei, come tali incomprensibili e quindi da spiegare.
Dice Nagel (1961): “… poiché normalmente ciò che richiede una spiegazione è qualcosa di strano e di inaspettato, una spiegazione potrà dare una genuina soddisfazione intellettuale solo se renderà