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Il lavoro analitico con alcuni pazienti che presentavano in modo rilevante una tematica centrata sul desiderio di sapere mi ha sollecitato una serie di quesiti.
In un primo tempo infatti questa problematica mi si presentava come tipica e quasi circoscritta alla pratica dell'analisi infantile ove peraltro mi sembrava così legittima da non sorprendermi. Quanto ai pazienti adulti poi fino ad un certo punto tendevo ad attribuire il desiderio di sapere alle parti adulte della personalità quando non fosse chiaramente connessa a tematiche ossessive o a modalità perverse attinenti alla sessualità infantile.
Come è noto fu la Klein dopo Freud, Abraham, Chadwick, ecc., ad occuparsi in modo particolare della pulsione epistemofilica ed a metterne in luce l'importanza per lo sviluppo ed i processi di simbolizzazione.
Secondo la Klein la pulsione epistemofilica stringe “fisiologicamente” con le pulsioni sadiche i legami più stretti e più precoci ed è rivolta principalmente al corpo materno che viene assunto a teatro di tutti gli eventi, i segreti, i processi sessuali, di tutto ciò che c'è da sapere.
Citando da un recente articolo di Meltzer (1980) che sostiene lo stesso punto di vista: “secondo la Klein per il bambino piccolo la conoscenza significa essenzialmente conoscenza del corpo della madre”.
Alla luce dell'esperienza mi è sembrato che questo punto di vista fondamentale e affascinante renda tuttavia conto soltanto parzialmente