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Nel mio lavoro con i pazienti sono stata colpita dal fatto che in molti di essi erano assenti, per periodi anche lunghi, sia le ansie paranoidee, sia certe modalità di rapporto con l'analista, proprie della posizione schizo-paranoide descritta da M. Klein, in cui l'oggetto è idealizzato e scisso.
Tutto avviene in modo quieto: il paziente è “contenuto” in analisi e svolge tranquillamente la sua parte di lavoro portando sogni e associazioni; non sono infrequenti lunghe pause di silenzio.
In tali periodi il rapporto con l'analista viene rappresentato in sogni in cui paziente e analista stanno insieme in un fiume, nel mare, o, più frequentemente all'interno di un oggetto avvolgente come un'automobile, un ascensore, ecc. Talora come un'astronave dalla quale esce l'astronauta che galleggia nello spazio.
È evidente, in queste circostanze, che la relazione analitica è sostenuta da una fantasia fusionale. Durante le separazioni subentrano frequentemente sogni di rottura di un involucro — talora mediante scoppio o esplosione violenta — contenente la coppia analitica; tali situazioni di rottura sono seguite da ansie di tipo agorafobico o claustrofobico, evidenti sia nel vissuto del paziente sia nei suoi sogni.
Ed è proprio a partire dal momento agora o claustrofobico — cioè da quando la realtà della separazione interrompe la fantasia fusionale per sostituirla con fantasie diverse — che iniziano i processi