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Con il titolo di Esplorazioni psicoanalitiche, fedele a quello dell'edizione originale in lingua inglese del 1978 — Explorations in Psychoanalysis, International Universities Press, New York — esce ora la versione italiana di una ampia raccolta di scritti di Ralph Greenson, scelti e ordinati dall'autore stesso “in modo che risulti — come dice nella prefazione — qualcosa di più che un'indagine sulle mie aree di interesse o una documentazione dell'evoluzione delle mie idee; vi si dice anche qualcosa di me”.
La prima informazione su di sé che offre al lettore è quella della scelta cronologica: questa selezione, difatti, che si estende nell'ampio arco di tempo che va dal 1947 al 1974, programmaticamente esclude i primi lavori risalenti all'epoca in cui Greenson studiava a Vienna con W. Steckel, nella sua scuola di “psicoanalisi attiva”. Le sue perplessità nei confronti del metodo stekeliano lo indussero difatti a chiedere una seconda analisi didattica con uno dei più rigorosi psicoanalisti freudiani di prima generazione, Otto Fenichel. È a questa seconda esperienza analitica “ortodossa” che Greenson farà poi costante ed esplicito riferimento per la sua storia e per la costruzione della sua identità professionale, sia in campo didattico e formativo (fu analista didatta e direttore della Scuola di Psicoanalisi di Los Angeles) che in campo istituzionale e scientifico (fu presidente per oltre dieci anni della Società Psicoanalitica di Los Angeles).
Prima di affrontare la recensione di questo libro, bisogna comunque premettere che la sua stessa composizione implica dei prevedibili limiti: non lo sviluppo organico, né la sintesi compiuta