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In questo lavoro desidero parlare dei primi tre anni di analisi di una bambina di otto anni, concentrandomi sulle sue ansie più precoci e le sue difese più primitive.
Karen mi era stata inviata nel febbraio del '74 a seguito di un breakdown psicotico di tipo acuto. Fino al Natale di quell'anno era sembrata una bambina tutto sommato abbastanza normale. A scuola pareva bene adattata e a casa sembrava contenta, anche se veniva descritta come molto indipendente e piuttosto silenziosa e chiusa. Poi improvvisamente, appunto attorno a Natale, la madre si era ammalata di polmonite e il medico le aveva ordinato un riposo a letto di almeno quindici giorni. Karen si era mostrata angosciatissima per la malattia della madre e con il passare dei giorni la sua angoscia si era tramutata in acuto terrore. Rimaneva quasi sempre chiusa in camera rannicchiata sul letto e spesso urlava terrorizzata.
La madre, che nel frattempo era guarita, raccontava come Karen nel rivederla avesse cominciato a “buttar fuori” ogni sorta di paura. Aveva paura di morire, aveva paura che la testa le cadesse in mille pezzi e che tutto il cervello le potesse fuoriuscire. Aveva paura del minimo taglio o screzio nella pelle perché diceva che lì le sarebbe potuto uscir fuori tutto il sangue. Le scuole intanto