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In questo contributo, facente parte di una serie di studi kleiniani, presentati da alcuni membri nel Centro di Firenze nell'anno 1983 per commemorare il centenario della nascita di M. Klein, i due autori, dopo attente riletture e revisioni critiche della sua opera, hanno scelto di studiare il notevole apporto trasmesso attraverso questa con un vertice rivolto a comprendere il significato della realtà esterna nella teoria e nella clinica; in questo modo hanno inteso rivalutare l'intenso lavoro clinico svolto da Melanie Klein per migliorare il rapporto dei pazienti con la loro realtà di vita, contrariamente a quanti hanno ritenuto fino ad ora di considerarla e tramandarla come attenta solo al mondo interno.
Oltre che seguire un percorso fatto dalla Klein dall'inizio in poi, gli autori hanno privilegiato alcuni lavori più adatti a rendere evidente nell'opera di M. Klein come si forma il rapporto fra “fantasia inconscia” e l'evolversi della realtà esterna nella vita del neonato, del bambino e poi dell'adulto.
Dalla “prima Klein” in poi viene messa in evidenza l'importanza che essa ha dato alla realtà esterna: nel lavoro di analisi di Felix, nelle 14 sedute dedicate al ragazzo destinato al riformatorio, ed in seguito, nel famoso caso Dick, ispiratore della teoria della formazione dei simboli, vengono illustrati i modi con cui la Klein ricostruisce