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Questo bel libro, credo, poteva essere scritto solo da donne. Un continuo, attento e scrupoloso confronto con la letteratura psicoanalitica sostiene l'elaborazione dell'esperienza clinica vissuta tra le donne analiste e le donne pazienti. Sappiamo che in passato le analiste hanno frequentemente contribuito ad elaborare teorie monche o francamente svalutative sulla sessualità femminile.
Con il progredire dell'esperienza e della ricerca le possibilità di approfondimento della vicenda analitica si sono molto arricchite.
A questo, credo, dobbiamo lo svilupparsi, negli ultimi decenni, di intuizioni profonde e feconde sulla femminilità. Le analiste sono migliorate come donne e come analiste. Dicevo che questo lavoro rigoroso e creativo è cresciuto in un mondo tutto femminile, dove l'affettuosa complicità delle relazioni tra donne sembra creare le condizioni e lo spazio per l'evolversi e il maturare della esperienza e della riflessione. Tuttavia è uno spazio aperto verso l'esterno: l'uomo è naturalmente l'altro polo di riferimento fondamentale.