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Nella lettura degli Studi sull'isteria, alla quale questo lavoro è dedicato, mi sono proposto di distinguere i fenomeni descritti dalle inferenze che i due autori hanno fatto a partire da essi. Ho cercato cioè di tenere distinto l'explanandum dall'explanans, allo scopo di elaborare un codice di epistemologia psicoanalitica, all'interno della quale rivisitare questo testo aurorale della psicoanalisi, in una prospettiva teorica in cui sintomo e simbolo sono concepiti come coesistenti.
Tra i fenomeni, mi sono proposto di distinguere quelli che si manifestano spontaneamente nel soggetto isterico da quelli che appaiono come condizionati dalla relazione medico-paziente, perché in questi ultimi la presenza dell'osservatore diventa determinante. Prenderò comunque in esame, dopo la Introduzione, la Comunicazione preliminare di Breuer e Freud, poi le Considerazioni teoriche di Breuer e infine Per la psicoterapia dell'isteria di Freud (1892-95).
Nella Introduzione alla prima edizione, curata da Breuer e Freud, si parla di “fenomeni isterici” e di “vedute teoretiche”, nonché di “tesi” da illustrare e dimostrare.