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La professoressa Ferrara Mori (*) si domanda: “perché un volume divulgativo e di studio, che esce nel 1983, debba arrestarsi a contributi ormai decisamente invecchiati”. La risposta sta nel semplice fatto che “vecchio” non sempre è sinonimo di “inutile”, soprattutto se l'intento della proposta è quello di fornire scritti o materiali teorico-clinici (perché dovrebbe essere un trattato?) che illustrino un certo percorso della ricerca psicoanalitica sull'argomento prescelto e che siano integrativi rispetto a quanto è già stato tradotto in italiano. Non vedo perché ci si debba indignare per la mancanza nella raccolta di scritti della Klein quando già tutti i lavori più significativi di questa Autrice sono noti ai lettori italiani. Certo chi credesse di trovare nel testo l'espressione della psicoanalisi più attuale rimarrebbe deluso, ma questo non era lo scopo del libro. Purtroppo devo recriminare il fatto che l'Editore, per evidente calcolo commerciale, ha modificato unilateralmente il titolo da me proposto “Le nevrosi infantili — Letture psicoanalitiche” che avrebbe meglio suggerito la natura dell'approccio, un approccio storico aperto a contributi di scuole diverse.
Naturalmente questo non è un motivo per giustificare la “mancanza” che quindi rimane. C'è da domandarsi tuttavia quanto questa risulti compromettente la validità del volume. Basta infatti scorrere indice e date dei lavori per coglierne immediatamente il criterio di scelta, dopodiché chi non lo apprezzasse potrebbe benissimo rinunciare all'acquisto. Detto questo si viene all'opinabilissimo problema delle scelte degli Autori. La professoressa