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Patrick Süskind è nato in Baviera nel 1949. Il suo primo libro, “Il Profumo”, è un lavoro straordinariamente bello e catturante da un punto di vista estetico e di grande interesse per lo studioso di psicoanalisi.
Il libro è ambientato in Francia, intorno alla metà del XVIII secolo. Il protagonista, Jean-Baptiste Grenouille, nasce a Parigi da una disgraziata pescivendola che, appena nato, lo getta tra i rifiuti. Questo bambino però è molto vitale e vuole correre il rischio di vivere nonostante tutto. Viene dato a balia, ma nessuna vuole tenerlo perché è troppo vorace, inoltre nessuna nutrice può amarlo perché non ha alcun odore personale. Le esperienze successive lo mettono a contatto con persone che, per un motivo o per l'altro, non hanno niente di umano. Jean-Baptiste non ha mai, neppure per un breve periodo, neppure in modo carente o parziale, qualcuno che si occupi di lui, non ha neppure un'illusione di oggetto cui aggrapparsi. Conseguentemente non ha i mezzi per costruire il suo mondo interno, né per riconoscere quello esterno, non può incorporare, né imitare, né costruire identificazioni, non può diventare persona. Man mano che cresce i suoi sensi si sviluppano seguendo, sia pure con un certo ritardo, le tappe consuete, ma diventano solo capaci di ricevere automaticamente le sensazioni. Mancano i principi organizzatori intorno a cui possano svilupparsi delle vere capacità percettive, il pensiero e il linguaggio rimarranno sempre rudimentali. Il mondo sensoriale funziona quel tanto che è indispensabile a sopravvivere, la realtà esterna resterà sempre insignificante. Egli è nato molto vitale, questa è la sua disgrazia, e vuol vivere senza averne i mezzi. La sua