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La fruttuosità di impostazioni secondo temi antitetici in diversi campi scientifici è esemplificata dalla frequenza con cui esse sono riscontrabili nei massimi ricercatori. Alcuni scienziati mantengono lo stesso impegno tematico, altri lo mutano, altri ancora oscillano sempre fra i poli del contrasto, come Einstein rispetto alla coppia continuo-discontinuo. (Questa oscillazione rinvia ai celebri versetti del Kohelet: “C'è tempo per […] e tempo per […]” in cui si enumerano una serie di coppie antagonistiche e complementari). Di Freud si potrebbe dire che egli ha mutato riguardo alla scelta dei poli, mantenendo però immutato l'impegno tematico riguardo alla fondamentale dualità o bipolarità della vita psichica.
Non c'è da stupirsi quindi che anche nell'invenzione e nel rimaneggiamento del setting e nella teorizzazione del processo psicoanalitico Freud si sia lasciato guidare da una impostazione che fosse adatta a far emergere (ed eventualmente comporre a conciliare) le coppie di opposti (Gegensatzpaare), che si valesse quindi di un metodo strutturato esso stesso su — o concettualizzabile secondo — un simile modello.
Fra la bipolarità o, se si vuole, le ambiguità intorno a cui ruota il processo psicoanalitico si possono ricordare le qualità, le attitudini antitetiche richieste all'analista, come pure