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Il titolo di questa comunicazione è stato scelto per dare l'idea degli scambi che si stabiliscono tra due persone nel momento in cui si incontrano col proposito di partecipare ad una relazione analitica.
Ritengo utile premettere l'uso che faccio del termine ‘dialogo’ perché mi consente di delimitare contemporaneamente il campo nel quale collocherò le mie successive riflessioni.
Tale termine può risultare limitante e persino fuorviante nella misura in cui presuppone la presenza di due persone distinte che si scambiano messaggi.
Questo è sicuramente vero per quanto riguarda le due persone fisiche, ma sappiamo non esserlo, spesso per lunghi periodi di analisi, riguardo a due individualità psichiche. Il senso del termine viene, quindi, qui ampliato sino a contenere queste modalità anche tenendo conto della constatazione che “la relazione non è interna alla singola persona” (Bateson, 1984) ma nasce nell'incontro. In questo senso la coppia analista-paziente verrà considerata come un sistema unico che contiene in sé le caratteristiche dei singoli individui ma, nello stesso tempo, ne assume altre non previste negli elementi di partenza. I due individui vi sono contenuti ma il risultato è qualcosa di più e di diverso della loro somma. Non mi riferisco