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Momento e non processo? Appunto: “momento” e “processo” pertengono al campo del discreto e del continuo.
Parlare di “processo psicoanalitico”, quasi che esso fosse dato per natura precluderebbe la possibilità di esaminare la costituzione trascendentale di “ciò che è nell'istante” e “di ciò che è nella durata”.
Lo scopo di questo scritto è di mostrare che: a) la dialettica continuo-discreto si presenta a qualsiasi livello si voglia considerare l'operare psicoanalitico; b) essa dialettica si apparenta con la dialettica dell'uno-molteplice o del singolare-plurale.
Una ricognizione della coppia dialettica continuo-discreto può essere effettuata a livello ontologico, metodologico, clinico: con il seguente presupposto di base: che il livello ontologico impatta ex-hypothesi sul clinico e, empiricamente, il clinico sull'ontologico; il metodologico impatta su entrambi.
I problemi investiti sono molti e non esauribili. Alcuni: la “permanenza” dell'oggetto; la “intermittenza” dell'oggetto; la “iterazione”