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L'opera, che intende esplorare alle origini l'apertura del pensiero marxista al “fattore soggettivo” nelle trasformazioni sociali, si inserisce opportunamente, come strumento di lavoro, anche nel dibattito psicoanalitico odierno, in quanto esso sviluppa l'interesse per la relazione psichica e per il soggetto inconscio della trasformazione.
Mi pare utile proporre una lettura di questo vivo dibattito culturale (che ha portato la realtà psichica di nuovo al centro delle vicissitudini economico-sociali) in alcuni passaggi successivi, che potranno forse renderlo familiare all'intendimento dello psicoanalista.
Il primo passaggio, ben delineato a partire da pag. 21, riguarda la “de-reificazione” delle categorie in cui il marxismo ha pensato i rapporti materiali. Sia la critica marxista che la psicoanalisi traggono il loro vigore innovativo dall'aver introdotto nelle scienze antropologiche una posizione strutturale meta-empirica: ciò che è la meta-psicologia analitica nei confronti della fenomenologia clinica, è nel