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Il volume “La psicoanalisi tra scienza e filosofia”, curato e presentato da Enzo Morpurgo (1981) è l'ultimo e più riuscito tentativo di raccogliere le fila del dibattito relativo alla possibilità di ritenere la psicoanalisi come una scienza, oppure di escluderla da questo ambito o di assegnarle uno statuto speciale e intermedio, secondo la linea tracciata dal curatore nella puntuale e insieme originale introduzione al volume. I contributi raccolti sono sia di psicoanalisti che di filosofi. Tutti hanno presente il punto di vista psicoanalitico, ma gli psicoanalisti, in particolare, partono dalle esperienze che fanno del punto di vista psicoanalitico. Dico questo per asserire, preliminarmente, che una posizione relativamente a questo problema, potrebbe essere questa: noi psicoanalisti facciamo la psicoanalisi; altri ci diranno, ed in tal caso gli epistemologi, se facciamo o no della scienza. In verità negli scritti raccolti da Morpurgo, come in altri dello stesso tenore, vi è un tentativo da una parte e dall'altra di venirsi incontro. Gli psicoanalisti, dunque, non si sottraggono a questa ricerca. E fanno bene a non farlo perché, alla fine, l'idea che essi hanno del lavoro che fanno, implicita o esplicita, influenza e indirizza il loro modo di lavorare.
La psicoanalisi, da quando è presente nel modo più organizzato e visibile che le ha dato Freud, è rimasta senza effetti sulle altre attività umane? A questo interrogativo vedremo se darà qualche risposta questo scritto, una volta giunto alla fine. Si potrebbe fare questo esperimento: di mettere la psicoanalisi