You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Queste brevi note intendono collocarsi in un sito del dibattito epistemologico generale, e del suo specifico occuparsi del luogo psicoanalitico: dandosi per scontato che il dibattito è in corso, è aperto, e che ogni tentativo di chiuderlo non è altro che una scelta precostituita, anche se ben argomentata, di una posizione del pensiero storicamente posta, e collocabile.
Il sito che ho scelto si potrebbe denominare “sito della problematizzazione dell'atto o degli atti costitutivi del soggetto parlante — e ascoltante — e del soggetto ascoltante parlante”.
La speranza è che il problematizzare, il mettere dubbi, il sollevare eccezioni, etc. non siano operazioni inutili: vista l'importanza della posta in gioco.
In generale sembra di poter dire, un poco sbrigativamente, che il nodo centrale della riflessione sulla psicoanalisi stia nel considerare il rapporto, cruciale ovviamente per la filosofia, tra la parola e le cose: fra il rappresentare-descrivere-conoscere e il modificare gli stati del mondo: tra il logos e l'essere: nonché tra il logos e il divenire (il che sembra implicare una dimensione di telos ex parte objecti o ex parte subjecti: o da parte di entrambi). A me sembra che questo nodo centrale della riflessione sia rilevante ed essenziale sia per le posizioni epistemologiche che considerano la psicoanalisi come una scienza, sic et simpliciter, sia per quelle che la considerano una varietà di ermeneutica. Il punto resta importante anche per coloro che