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I) Lo spartano Cleombroto, tornato dalla terra dei Trogloditi, si prese l'affar suo da Ammonio (filosofo) e Demetrio (grammatico) per aver creduto alla dabbenaggine del sacerdote che presumeva errori di calcolo nella compilazione del calendario, poiché risparmiava ogni anno più olio per alimentare la lampada votiva del Tempio. Ne “I dialoghi delfici” Plutarco miglior definizione non poteva dare dell'epistemologia: tre dotti del III anno della 216° Olimpiade confutano l'esperienza empirica del sacerdote e discettano circa il declino della religione oracolare ignari d'essere nel 90 D.C. Altri correggeranno i calcoli molti secoli dopo. Meglio fondata, ma altrettanto assoluta, la critica marxiana (Marx, 1884) alla miseria della filosofia se toglie qualità umane all'operaio per ridurlo a mera macchina sfruttabile dalla mistica capitalistica. Non meno insofferente l'antitesi popperiana (Popper, 1957) alla miseria dello storicismo se blocca il progresso delle scienze violando “tutti gl'interessi dell'attore sociale, consci ed inconsci”.
I, 1) L'estraneamento dialettico, che esemplificherò ancora, ben lungi dal conseguire l'auspicata unificazione delle scienze, ha portata l'epistemologia all'attuale miseria di “vuoto ornamento verbale” (Feyerabend, 1978). Tuttavia molti “Ulrich” di grande qualità trattano Freud con sommaria sufficienza. E quanto merita l'“illuminista non illuminato” più metafisico dell'Heidegger che non capisce l'ambivalenza della psiche e tantomeno il maggior potere delle pulsioni dell'Io rispetto alle pulsioni istintuali. Dal '54 Adorno ha segnalato lo “scarso rigore