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In questo lavoro voglio prendere in considerazione una delle funzioni specifiche che il terapeuta deve svolgere con il paziente psicotico in preda al conflitto drammatico tra bisogno e paura, ad esempio quando si trova ad avvertire il bisogno di nutrirsi ma teme che il cibo sia avvelenato. In tale condizione di bisogno il paziente chiede, in modo indiretto o diretto, di essere aiutato a strutturare un rapporto di fondamentale fiducia con l'oggetto di bisogno e di non viverlo più solo in connessione con la paura od il panico.
Come ha notato la Jacobson (1967) un compito spesso difficile è quello di favorire l'instaurarsi di una buona comprensione empatica e di mantenerla quando si è stabilita.
La buona comprensione empatica, infatti, sta alla base di quella alleanza di lavoro indispensabile per un efficace e corretto svolgimento del trattamento psicoterapico anche con i pazienti psicotici. Generalmente durante la terapia degli stati psicotici l'alleanza di lavoro si stabilisce verso la fine della terapia, esistono però delle situazioni e dei momenti che possono essere considerati precursori di questa alleanza. Essi si instaurano nella fase iniziale e media del trattamento e poggiano essenzialmente sulla capacità del terapeuta di cogliere i bisogni del paziente e di fornirgli un senso di fiducia e di sicurezza, sufficiente a permettergli di cominciare ad elaborare il dilemma connesso al conflitto bisogno-paura descritto da Burham e coll. (1962).