You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Nella Corrispondenza tra Ferenczi e Groddeck e nel Journal Clinique dello stesso Ferenczi è contenuto un ricco materiale capace di riproporci questo pioniere della psicoanalisi, acuto e coraggioso quanto discusso. Opere scientifiche vere e proprie non sono né l'una né l'altra: questo Journal non è altro che quella parte di “Frammenti e annotazioni” (1) che riguarda i mesi dal 7 gennaio al 2 ottobre 1932.
Ferenczi ebbe tra i primi seguaci di Freud due oppositori, K. Abraham (il “berlinese”) ed E. Jones (Roazen, 1975). In più d'una occasione Michael Balint ha rivelato le difficoltà che dovette superare per vincere le resistenze da parte di Ernest Jones, allora curatore dell'“International Psychoanalytical Library”, che voleva escludere dall'edizione inglese delle opere psicoanalitiche di Ferenczi, la Bausteine, tutti i saggi scritti dopo il 1928, testi che invece apparvero nel 1955 come Final Contributions.
Nel 1957, due anni dopo, il terzo volume della biografia freudiana di Jones, uscì con un “attacco violento contro Ferenczi”