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Nelle sale del palazzo Branciforti di Butera si è svolto nei giorni 22 e 23 Marzo 1986 il III Colloquio di Palermo. Il tema, “Del genere sessuale”, è stato introdotto da Francesco Corrao, che ha sottolineato la necessità di una revisione e riformulazione dei concetti di base della teoria sessuale freudiana a partire dai punti principalmente controversi, quali i criteri dell'etiopatogenesi sessuale della nevrosi, la teoria degli stadi genetici della sessualità, la teoria della castrazione e della “invidia-penis”. Per altro Corrao ha puntualizzato quegli elementi dell'opera di Freud che assumono oggi particolare interesse non solo nel senso stretto della ricerca psicoanalitica, ma anche alla luce delle più recenti acquisizioni biologiche e biogenetiche. Il pensiero mitico relativo alla figura dell'Androgino, tramandataci da Platone, è stato evocato da Corrao a proposito del grande tema della bisessualità, come fondamento del rapporto tra forze biologiche e forze psicologiche e dell'importanza preponderante di queste nel comportamento umano.
Aldo Costa nella sua relazione “Ermafroditismo e bisessualità” ha ripreso l'impossibilità già denunciata da Freud di definire maschile e femminile da un punto di vista psicoanalitico, dunque al di là del piano della percezione visiva e delle connotazioni biologiche o linguistiche.
Il mito di Ermafrodito comporta, a partire da un effetto di straniamento, la rinuncia alla identificazione del maschile con una predilezione nella scelta dell'oggetto sessuale, e la complementarietà tra parti nella costruzione di una “identità” complessiva di tipo “bisessuale”. Attraverso un resoconto clinico Costa ha mostrato come a ciò contribuisca, nel corso dell'analisi, la posizione mobile del controtransfert dell'analista.