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Questo nuovo libro di Meltzer (un altro ancora), scritto in collaborazione con la moglie Martha Harris, è la revisione con qualche aggiunta di un testo redatto nel 1978 per l'Organization for Economic Cooperation and Development, di cui circolava da qualche anno una traduzione italiana dattiloscritta, non sempre corretta (a differenza della presente assai più affidabile di Mimma Noziglia), distribuita tra gli allievi degli Autori.
Come molti degli scritti di Meltzer, e sempre più negli anni più recenti, questo libro è ambizioso e impegnativo, non solo perché va incontro al bisogno da molti sentito dentro e fuori la psicoanalisi, anche tra psichiatri psicologi e sociologi, di dare alla personalità individuale una più chiara collocazione psicoanalitica nella organizzazione della famiglia e della comunità, ma anche perché costituisce un piccolo sommario di psicoanalisi di “sviluppo kleiniano”, con significative aggiunte metapsicologiche, sul punto di vista geografico (sui diversi mondi o spazi in cui vive la personalità) e in particolare su quello epistemologico, di derivazione bioniana, con le sette modalità di apprendimento su base sia identificatoria che non identificatoria. L'ambizione e, direi quasi, la spavalderia di Meltzer ha qualcosa di una fondata e sanguigna rivolta adolescenziale contro il mondo degli “adulti”, con i rischi che essa comporta: di attirarsi, dopo le ire, il rifiuto e l'indifferenza dell'“establishment” da una parte, e dall'altra una adesione reverenziale e acritica dei simpatizzanti. Desideriamo evitare gli opposti estremi, anche attraverso questa recensione.
Il modello qui presentato, anche attraverso tavole, schemi e figure, è basato sull'estrapolazione di risultati psicoanalitici concernenti la struttura interna della personalità secondo M. Klein-Bion. Esso cerca di definire e classificare in tipi l'organizzazione