You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Ancora memore della lettura del primo libro di Gemma Corradi, e dell'enorme interesse che aveva suscitato in me il suo pensiero cosi creativo e rigoroso, fui molto lieta di recensire il suo secondo libro “Filosofia dell'Ascolto”.
Ben presto però mi sono trovata di fronte ad un'impresa per me difficilissima, poiché superava di troppo la mia scarsa competenza in campo filosofico; tuttavia, non mi sono potuta impedire alcune brevissime considerazioni in quanto psicoanalista e affezionata lettrice di Gemma Corradi.
La pregnanza del testo obbliga a percorrere — senza perdere una parola — un pensiero che, pur non tralasciando mai la traccia principale, si snoda in un modo microscopicamente dettagliato nell'ambito di una complessa rete di significati e connessioni che appaiono infinite.
Qual è dunque la traccia fondamentale del testo?