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Tema del libro, che raccoglie la lunga esperienza maturata dal Prof. Arnaldo Novellette nel campo dell'aggiornamento teorico e della terapia in istituzioni pubbliche, è la patologia dell'età adolescenziale: un argomento che non aveva ancora trovato il riscontro e l'attenzione che merita nel mondo psichiatrico e nella letteratura specialistica.
Scrive infatti nell'introduzione Amedeo Limentani, già Presidente dell'Associazione Psicoanalitica Internazionale: “…Troppo a lungo coloro che lavorano in questo campo hanno preferito credere che l'adolescenza faccia parte di un processo evolutivo naturale e che, se una crisi si può verificare nel corso di questo processo, si placherà presto. Troppa gente, in circostanze del genere, ha pensato che non intervenire affatto sia meglio di qualunque intervento. Non è difficile rendersi conto che ad un simile atteggiamento si approda inevitabilmente quando si è fallito il compito di comprendere l'impatto sconvolgente che mette alla prova ogni adolescente, maschio o femmina, o quando si è costretti ad assistere impotenti alle trasformazioni radicali che stanno avvenendo nella sua mente e nel suo corpo”. Già nel titolo “Psichiatria psicoanalitica della adolescenza” viene delineata l'impostazione teorica e metodologica del libro, che nasce non soltanto dall'esperienza personale dell'Autore, ma anche dalla convinzione che “… il principale strumento psicoterapeutico della psichiatria sia la psicoterapia, e che la psicoanalisi rappresenti tuttora la psicoterapia più antica, la più scientificamente fondata, la più collaudata sul piano clinico, quella che si è saputa dare istituzioni più serie…” e che “… la psicoanalisi come teoria della mente, come modello di pensare e di sentire, possa essere di grande aiuto nelle istituzioni psichiatriche, particolarmente a quelle riservate all'età evolutiva, di cui l'adolescenza fa parte…”.
Il tipo di approccio nasce dunque dal bisogno di rapportarsi al mondo interiore