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La natura ed il ruolo della identificazione continuano ad apparire elusivi e la loro trattazione insoddisfacente. Ne ritengo responsabile il fatto che anche se da diversi anni molte voci si sono levate a criticare la metapsicologia proponendone la eliminazione o una radicale trasformazione, i suoi concetti continuano ad influenzare negativamente lo status scientifico di tutta la psicoanalisi, e quindi anche quello della teoria della identificazione.
Intendo svolgere il tema partendo dalle seguenti premesse:
poiché una teoria soltanto clinica-empirica della psicoanalisi sarebbe insoddisfacente è opportuna la formulazione di nuovi concetti metapsicologici che si integrino con quelli empirici;
il campo di indagine della psicoanalisi, pur essendo sufficiente per la costituzione di una ricerca scientifica su alcuni campi del comportamento umano, è più limitato di quanto comunemente si creda.
Per motivi di brevità esporrò la posizione teorica che ho sviluppato in questi anni (1981-1984) nel quadro sinottico allegato.
La rinuncia ai consueti concetti metapsicologici si accompagna a quella a considerare la rappresentazione ideativa (e la fantasia inconscia) l'atomo delle operazioni