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“Linguaggio, Pensiero e Struttura Psichica” è stato il tema del 47° congresso degli psicoanalisti di lingua francese dei Paesi Romanzi che si è svolto a Parigi dal 28 al 31 maggio con circa 370 inscritti, un centinaio in meno rispetto agli anni precedenti. Fra i partecipanti, quasi tutti europei, la gran maggioranza è stata francese. Com'è ormai consuetudine sono stati inviati con grande anticipo a tutti gli iscritti i volumi degli autori incaricati di svolgere il tema congressuale. In occasione del 47° congresso questo compito privilegiato ed oneroso è toccato a P. Luquet che ha compilato i due volumi “Dal pensiero al linguaggio” e “Pensiero e linguaggio nella cura” e a M. Ody: “Il linguaggio nell'incontro fra il bambino e lo psicoanalista”. Non è possibile riassumere in poche righe i molti argomenti trattati da P. Luquet; come ha sottolineato F. Gantheret, suo discussant, l'A. non ha avuto timore di accollarsi e di svolgere in modo così ampio un tema che abbraccia nell'articolazione dei tre termini pensiero — linguaggio e struttura psichica la totalità, praticamente, della metapsicologia psicoanalitica. Per darne un'immagine citerò indicativamente alcuni titoli delle cinque parti in cui è stato suddiviso questo immane lavoro. Nel 1° vol. la parte II, A s'intitola: “Le mentalizzazioni inconsce” ed è stata suddivisa a sua volta in cinque capitoli relativamente ai materiali utilizzati (la rappresentazione simbolica primaria, il simbolo, i rappresentanti estetici e corporei ecc.), al pensiero primario, al pensiero simbolico e metaprimario, al pensiero del sogno, e al pensiero metacosciente (l'intuizione e gli elementi sottogiacenti la parola). La parte B, “I pensieri consci”, tratta del pensiero verbale, del pensiero estetico e del pensiero scientifico. Nel 2° vol. viene considerato, del linguaggio, l'acquisizione, lo sviluppo, i moti pulsionali, le