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Il mio interesse per la sublimazione è stato stimolato qualche anno fa in occasione dell'analisi di un paziente con una struttura perversa.
In seguito, come sempre accade quando l'attenzione dell'analista è sensibilizzata ad una problematica particolare, ho avuto l'occasione di riflettere su questo tema anche a proposito di altri pazienti.
E sebbene io mi limiti in questo scritto ad esaminare il tema relativamente alla struttura perversa, penso che queste considerazioni andrebbero estese anche ad altre strutture, in particolare psicotiche, dove la sublimazione costituisce talvolta la migliore se non la sola soluzione esistenziale possibile.
Ciò che ha attratto la mia attenzione è lo stretto rapporto che mi è sembrato di cogliere tra la presenza di un nucleo perverso (non necessariamente di una perversione in senso stretto) e l'importanza della sublimazione nell'economia del soggetto. Mi rendo conto di quanto possa apparire ovvia questa osservazione: sublimazione e perversione sono due destini delle pulsioni pregenitali che non si escludono affatto, anzi, secondo Freud si intrecciano strettamente, come appare ad esempio in “Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci”.