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Janine Chasseguet-Smirgel (1985) ha deciso di pubblicare questo libro direttamente in inglese per “aprire un varco nella barriera linguistica”, come scrive Otto Kernberg nella prefazione. Qui vengono ampliati e approfonditi altri precedenti spunti di riflessione (1978) in cui l'autrice sosteneva che, nel bambino normale, il desiderio di diventare come il padre è decisivo per l'accesso alla realtà. Viceversa, nel perverso le pulsioni pre-genitali sono andate incontro alla rimozione ed hanno subito un processo di idealizzazione, che le rende, agli occhi del bambino, superiori alla sessualità genitale del padre. La vera realtà è negata ed attaccata, viene creata una nuova realtà dove le differenze sono abolite, dove trionfa la magia e l'illusione.
In quest'ultimo libro questi concetti sono ampliati e approfonditi. Secondo l'autrice la perversione costituisce per tutti gli esseri umani la tentazione a sfuggire ad una legge frustrante che impone attese, rinunce e dilazioni.
Quando il bambino scopre la natura complementare della sessualità dei genitori si sente oppresso dalla sensazione della sua inferiorità e inadeguatezza. Al riconoscimento della differenza tra i sessi si accompagna il riconoscimento della differenza tra le generazioni. La perversione costituirebbe un tentativo di sfuggire a questo duplice, frustrante riconoscimento e alla legge del padre. La tentazione perversa spinge a considerare gli impulsi pre-genitori come uguali o anche superiori a quelli genitali, cui hanno accesso solo i genitori.